Il Faro Voltiano nella cultura visiva del Lago di Como: una scampagnata tra memoria, panorama e polenta - La Polenteria

Il Faro Voltiano nella cultura visiva del Lago di Como: una scampagnata tra memoria, panorama e polenta

Ci sono monumenti che vivono per quello che rappresentano. E monumenti che vivono per come appaiono. Il Faro Voltiano di Brunate appartiene alla seconda categoria. In cent’anni è diventato una delle icone visive più riprese, filmate, fotografate e dipinte del Lago di Como — non per un film di Hollywood, non per un singolo artista celebre, ma per un fenomeno più profondo: è un soggetto che si presta alla memoria collettiva.

Questo articolo è una scampagnata narrativa. Parte dalle cartoline d’epoca del 1927, arriva ai video drone contemporanei, e si chiude al nostro paiolo di rame — in frazione di San Maurizio di Brunate, a pochi metri dal Faro. La polenta valtellinese, qui, ha un senso che nel centro turistico di Como non avrebbe.

Il Faro nella cultura visiva del Novecento

1927 — l’inaugurazione e le prime cartoline

Il Faro Voltiano fu inaugurato l’8 settembre 1927 sul Monte Tre Croci, sopra la frazione di San Maurizio, come omaggio della città di Como ad Alessandro Volta nel centenario della sua morte. Il progetto è dell’ingegnere Gabriele Giussani.

Dalle prime settimane dopo l’inaugurazione, il Faro entra nell’iconografia visiva del Lario: cartoline illustrate, manifesti del Touring Club, fotografie di studi comaschi. La torre ottagonale di 29 metri, alta sul pendio, era un soggetto potente per la fotografia dell’epoca — linee pulite, contrasto con la natura, simbolismo patriottico dato dalla luce tricolore.

Il Faro nei manifesti del turismo italiano

Tra gli anni ’30 e ’50 il Lago di Como è una delle mete simboliche della villeggiatura italiana. Il Faro Voltiano compare frequentemente nei manifesti turistici del periodo, spesso in combinazione con la Funicolare Como-Brunate (inaugurata nel 1894, 33 anni prima del Faro), il Tempio Voltiano sul lungolago, e il Duomo di Como.

Il trio — Tempio, Duomo, Faro — diventa la firma visiva della città di Como nel periodo del turismo di massa pre-ciclo economico.

Il Faro e la riscoperta del territorio comasco (dagli anni ’80)

Negli ultimi decenni il Faro è stato ripreso da reti televisive italiane nei documentari sul Lago di Como, dalla RAI regionale (Lombardia) a speciali di Rete 4 e Sky sulla ricostruzione del turismo sul Lario. Il panorama a 360 gradi dalla sua terrazza è uno dei più utilizzati negli speciali aerei e drone filmati sul primo bacino.

La RAI ha trasmesso servizi dedicati al monumento in più occasioni — l’ultimo legato a inchieste sulla necessità di restauro — e il Faro è apparso in trasmissioni come Geo & Geo e Alle falde del Kilimangiaro come soggetto del Lago di Como meno raccontato rispetto a Bellagio e Varenna.

Il Faro nell’era del drone — l’iconografia contemporanea

Con l’arrivo dei droni accessibili al grande pubblico (dal 2015 circa), il Faro è diventato uno dei soggetti più filmati dall’alto sul Lago di Como. Creator italiani e internazionali di travel, paesaggio e architettura producono regolarmente video aerei che immortalano la torre ottagonale dalla prospettiva che prima era impossibile.

Il risultato è un’iconografia digitale cumulativa che rende oggi il Faro molto più riconoscibile internazionalmente di quanto fosse vent’anni fa. Ogni video drone che passa su YouTube o Instagram è un piccolo tassello di memoria visiva globale.

La scampagnata a San Maurizio — dal Faro al nostro paiolo

Tutto questo — cartoline, manifesti, documentari, video drone — converge su un punto: il Faro è un luogo da vedere, da vivere, da fotografare. Ma è anche un luogo da cui scendere a pranzo.

Come si arriva — la via Mulattiera per San Maurizio

Il percorso classico parte dalla stazione a monte della Funicolare Como-Brunate e segue la storica Via Mulattiera per San Maurizio, un’antica strada acciottolata di circa 1,8 km con 200 metri di dislivello. Sessanta-settantacinque minuti di passeggiata tranquilla, che attraversa una decina di ville in stile liberty di inizio Novecento — memoria di quando San Maurizio era una località Belle Époque per l’alta borghesia lombarda.

Al Faro — la terrazza sempre aperta

All’arrivo, il piazzale del Faro con le tre croci panoramiche. La terrazza esterna alla base del Faro è sempre accessibile e gratuita, a qualsiasi ora. Da qui la vista si estende fino al Monte Rosa — nelle giornate più limpide — e, in condizioni eccezionali di visibilità, fino alla Madonnina del Duomo di Milano.

L’interno della torre, con la scala a chiocciola di 143 gradini, apre nei fine settimana a cura dei volontari locali.

La polenta al paiolo, a 756 metri di altitudine

Da noi, a pochi passi dal Faro, la polenta ha una ragione di essere che in pianura non avrebbe. Siamo in una frazione alpina — 756 metri — con l’aria che scende dalle valli, il clima diverso da quello del lago, la tradizione gastronomica che è quella della montagna più che quella lariana.

Serviamo la polenta valtellinese al paiolo di rame, cotta lentamente con farina di mais macinata a pietra. La proponiamo nei modi tradizionali: polenta e bruscitti, polenta uncia, polenta taragna, polenta con il brasato, polenta e zola fusa. E in alcune varianti meno classiche che abbiamo sviluppato negli anni per gli ospiti curiosi.

È una cucina da mangiare dopo una camminata al Faro, magari in una giornata di autunno con foliage dorato sulle ville Liberty. O d’inverno, quando le Alpi innevate dominano il panorama dalla terrazza.

Il valore del day trip: perché vale la scampagnata

Oggi il 95% dei turisti che sale a Brunate si ferma nei ristoranti intorno alla piazza della funicolare, senza mai arrivare al Faro. È un peccato: non solo per il Faro, ma per l’intera frazione di San Maurizio — che conserva l’atmosfera Belle Époque del primo Novecento, le ville Liberty lungo la mulattiera, e una tradizione gastronomica di montagna che il centro di Brunate, orientato al turismo fast, ha perso.

Il day trip da Como al Faro Voltiano, con pranzo tradizionale a San Maurizio, è il modo più completo per vivere il territorio senza accontentarsi della cartolina. E nel 2027 — anno delle Voltiadi — sarà anche il modo più simbolico, dato che cadranno i cento anni del Faro e i duecento di Alessandro Volta.

Domande frequenti

In che film è apparso il Faro Voltiano?

Non risultano produzioni cinematografiche internazionali ambientate specificamente al Faro. Il Faro è tuttavia comparso in documentari RAI sul Lago di Como, in trasmissioni tematiche come Geo & Geo, e in innumerevoli video drone contemporanei di creator travel italiani e internazionali.

Dove si mangia polenta vicino al Faro Voltiano?

Alla Polenteria siamo in frazione San Maurizio di Brunate, a pochi minuti a piedi dal Faro. Serviamo polenta al paiolo di rame tutto l’anno, con preparazioni che variano con le stagioni.

Quanto tempo ci vuole per arrivare al Faro dalla funicolare?

Circa un’ora a piedi lungo la Via Mulattiera per San Maurizio — un percorso acciottolato di 1,8 km con 200 metri di dislivello, di difficoltà facile.

La terrazza del Faro è accessibile sempre?

Sì. La terrazza esterna alla base del Faro è gratuita e aperta a qualsiasi ora. L’interno della torre apre nei fine settimana.

Qual è la vista dalla terrazza del Faro?

Vista a 360 gradi che comprende il primo bacino del Lago di Como, le Alpi Orobie, le Alpi Lepontine fino al Monte Rosa, la pianura padana e, in giornate limpide, la Madonnina del Duomo di Milano.

Cosa sono le Voltiadi 2027?

È il nome informale dato alla combinazione delle due ricorrenze storiche del 2027: il bicentenario della morte di Alessandro Volta (5 marzo 2027) e il centenario dell’inaugurazione del Faro Voltiano (8 settembre 2027).

Vieni a trovarci

Siamo aperti a pranzo e a cena. Se programmi la tua scampagnata al Faro Voltiano — durante un weekend qualunque o in occasione delle Voltiadi 2027 — chiamaci prima. Ti diamo consigli sul percorso migliore, sulla stagionalità del menu, e ti riserviamo un tavolo con vista verso le Alpi.

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