La polenta è un piatto di montagna. Nasce dove il clima è più rigido, dove il mais cresceva dopo l’introduzione dalle Americhe, dove le famiglie contadine dovevano scaldarsi con qualcosa di nutriente e facile da conservare. Ecco perché l’abbiamo portata qui, a San Maurizio di Brunate: siamo a 756 metri di altitudine, ai piedi del Faro Voltiano, in uno dei punti più alti che si affacciano sul primo bacino del Lago di Como.
Dal nostro piazzale si vedono le Alpi fino al Monte Rosa. Dalla terrazza panoramica del Faro, a pochi passi da noi, le Alpi si vedono ancora meglio — con la pianura padana da un lato e le cime innevate dall’altro. La polenta, qui, ha un senso che in pianura non avrebbe.
Il Faro Voltiano: la sentinella alpina di San Maurizio
A pochi metri dal nostro paiolo sorge il Faro Voltiano, costruito nel 1927 per il centenario della morte di Alessandro Volta. Il fisico comasco, inventore della pila elettrica, fu celebrato dalla sua città con un monumento alto 29 metri sulla cima del Monte Tre Croci — la collina che guarda il Lago di Como, la Brianza e le Alpi.
L’ingegnere Gabriele Giussani, autore del progetto, scelse questa posizione per un motivo preciso: voleva che la luce del Faro fosse visibile dal lago, dalla pianura padana e dalla Brianza. L’inaugurazione avvenne l’8 settembre 1927 e ancora oggi, dal tramonto all’alba, la torre emette la sua luce alternata verde-bianca-rossa — i colori della bandiera italiana — visibile fino a 50 chilometri di distanza.
Una terrazza panoramica che non chiude mai
La terrazza esterna alla base del Faro è sempre accessibile, gratuita, a qualsiasi ora. L’interno della torre — con la scala a chiocciola di 143 gradini e le due balconate a mezza altezza e in cima — apre nei fine settimana a cura dei volontari locali. Dalle balconate sommitali la vista arriva al Monte Rosa su un lato e, nelle giornate più limpide, alla Madonnina del Duomo di Milano sull’altro.
San Maurizio: quando Brunate era la montagna dei milanesi
La frazione di San Maurizio in cui ci troviamo ha una storia particolare. Nei secoli passati era conosciuta come il “Monte degli Eremiti”, per la presenza di conventi e luoghi di ritiro spirituale. Poi arrivò il 1894 — l’anno dell’inaugurazione della funicolare Como-Brunate — e tutto cambiò.
Da un giorno all’altro, l’alta borghesia milanese e comasca poteva raggiungere Brunate in sette minuti dalla stazione a lago. San Maurizio si trasformò in una località di villeggiatura elegante: ville in stile Liberty, giardini panoramici, cornici floreali, torrette, ferri battuti. Un “Balcone Belle Époque sulle Alpi”, come è stato definito in alcuni studi storici.
Quella tradizione della villeggiatura alta-sopra-il-lago sopravvive ancora. Oggi la salita a San Maurizio si fa o con la funicolare (e poi a piedi) o a piedi direttamente da Como, seguendo antichi percorsi come la Salita San Donato che attraversa l’Eremo di San Donato del XV secolo.
Perché la polenta, qui
La cucina tradizionale di queste terre non è quella del Lago (fresca, leggera, a base di pesce). È quella della montagna: polenta, selvaggina, formaggi di alpeggio, salumi stagionati, zuppe sostanziose. Il Lario, che dal Faro Voltiano sembra così vicino, è in realtà un mondo diverso — climaticamente e gastronomicamente.
A 756 metri di altitudine, con l’aria delle Alpi che scende dalle valli, la polenta qui ha la sua ragione di essere. La cuciniamo lentamente, nel paiolo di rame, con la farina di mais macinata a pietra. La serviamo nei modi tradizionali — polenta e bruscitti, polenta uncia, polenta taragna, polenta con il brasato, polenta e zola fusa — e con alcuni accostamenti meno classici che abbiamo sviluppato negli anni.
È una cucina da mangiare dopo una passeggiata, magari dopo una salita al Faro, magari dopo un pomeriggio al freddo del piazzale panoramico. Non funziona in pianura. Funziona qui, a San Maurizio.
Il percorso dalla funicolare a noi, passando per il Faro
Se sali a Brunate con la Funicolare Como-Brunate, la strada per raggiungerci è quella che porta al Faro — la storica Via Mulattiera per San Maurizio. Un’ora di cammino in salita, acciottolato, tra le ville Liberty che costellano il percorso. Non è un trekking: è una passeggiata storica.
Alcuni dei nostri ospiti arrivano al Faro prima, poi scendono da noi per pranzo. Altri pranzano da noi e poi salgono al Faro per il panorama pomeridiano. Altri ancora salgono al tramonto per vedere l’accensione della luce tricolore, poi scendono a cena. Ognuno sceglie il suo ritmo.
La cosa importante è non fermarsi alla piazza della funicolare. San Maurizio è un altro posto.
Domande frequenti
Quanto dista La Polenteria dal Faro Voltiano?
Pochi minuti a piedi. Siamo nella stessa frazione di San Maurizio dove sorge il Faro, a 756 metri di altitudine.
La polenta è servita tutto l’anno o solo in inverno?
Serviamo polenta tutto l’anno, ma le preparazioni cambiano con le stagioni. D’inverno le versioni più sostanziose (taragna, con selvaggina, brasata); d’estate versioni più leggere e accostamenti con formaggi freschi.
Si può arrivare in auto?
Il modo più semplice è la funicolare da Como, poi a piedi. La strada carrabile a San Maurizio esiste ma è stretta e senza parcheggi dedicati, quindi sconsigliata nei weekend e nei periodi di alta affluenza.
Si può visitare il Faro prima o dopo il pranzo?
Sì. La terrazza esterna del Faro è sempre aperta. L’interno della torre con la scala a chiocciola apre nei fine settimana. Consigliamo di controllare gli orari sul sito del Comune di Brunate prima di salire.
Qual è la vista più spettacolare dall’area del Faro?
Dal Faro Voltiano si vedono il primo bacino del Lago di Como, le Alpi Orobie, le Alpi Lepontine fino al Monte Rosa, la pianura padana e, nelle giornate più limpide, la Madonnina del Duomo di Milano.
Vieni a trovarci
Siamo aperti a pranzo e a cena. Se pianifichi una gita al Lago di Como e vuoi includere il Faro Voltiano, le ville Belle Époque di San Maurizio e una sosta con polenta tradizionale, parlane con noi al momento della prenotazione: ti consigliamo i tempi migliori, la stagionalità del menu e, se ti interessa, la passeggiata più bella del giorno per salire al Faro.